A MILANO PRIMA CONDANNA PER #CAPORALATO SUI #RIDER Era sfruttamento quello che alcuni intermediari di Uber portavano avanti nei…

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A MILANO PRIMA CONDANNA PER #CAPORALATO SUI #RIDER

Era sfruttamento quello che alcuni intermediari di Uber portavano avanti nei confronti dei rider a Milano.

Lo ha deciso la giudice per l’udienza preliminare Teresa De Pascale, che ha condannato per caporalato uno dei responsabili delle società di intermediazione coinvolte nell’inchiesta che aveva portato pure al commissariamento della filiale italiana del colosso della gig economy.

La condanna segue i patteggiamenti dei suoi soci, mentre una manager di Uber, anche lei accusata di caporalato, aveva invece scelto la via del dibattimento, che inizierà tra pochi giorni davanti alla nona sezione penale.

La GUP De Pascale ha inoltre deciso di convertire il sequestro di circa 500mila euro in contanti, disposto durante le indagini, in un risarcimento da 10mila euro a testa per i 44 fattorini entrati nel procedimento come parti civili e da 20mila euro per la Cgil.

Quanto emerso dalle indagini è allucinante: i rider venivano reclutati in situazioni di emarginazione sociale e pagati a cottimo 3 euro all’ora, oltre che derubati delle mance e puniti con una decurtazione dei compensi in caso di comportamenti ritenuti non idonei.

Un modus operandi fatto di sfruttamento, intimidazione e prevaricazione che è stato messo in luce dagli inquirenti e punito dalla giustizia.

Il primo caso in Italia e, purtroppo, sicuramente non l’ultimo.

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