ALLA SOGLIA DI 6 MILIONI DI TONNELLATE ALL’ANNO IL DANNO NON È ACCETTABILE “Dalla presente valutazione emerge la permanenza di …

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ALLA SOGLIA DI 6 MILIONI DI TONNELLATE ALL’ANNO IL DANNO NON È ACCETTABILE

“Dalla presente valutazione emerge la permanenza di un rischio sanitario residuo non accettabile relativo a uno scenario di produzione di 6 milioni di tonnellate/anno di acciaio” da parte dell’ex Ilva.

Lo hanno scritto i direttori generali di Arpa Puglia, Aress Puglia e Asl di Taranto nella lettera inviata al Ministero per la Transizione Ecologica per certificare che la salute di operai e abitanti del capoluogo ionico non sarebbe al sicuro se si raggiungesse l’obiettivo soglia di produzione (oggi è quasi la metà) di “Acciaierie d’Italia”, joint venture tra Arcelor Mittal e lo Stato italiano attraverso Invitalia.

Lo studio condotto dalle agenzie pubbliche, non solo ha confermato quanto era già stato certificato in passato rispetto a inquinanti dannosi come il Benzene e il Benzo(a)pirene, ma – analizzando anche l’impatto di polveri (pm2,5 e pm10) e altri inquinanti come Mercurio, Rame e Naftalene – ha stabilito che in particolare al quartiere Tamburi il rischio non è accettabile.

Gli esperti ribadiscono che è “indispensabile” intervenire nello stabilimento siderurgico per procedere a “una riduzione dell’esposizione della popolazione residente per ricondurre il rischio all’interno di una soglia accettabile”.

Per il pm 2,5, il rischio diventerebbe accettabile se nel quartiere Tamburi, la borgata a pochi metri dalla fabbrica, l’esposizione si riducesse del 48%. Praticamente la metà.
Per l’esposizione al pm10, invece, gli esperti certificano addirittura la riduzione percentuale del 64%.
Da un art. di G. Casula

Mi auguro che il Ministero intervenga al più presto per mettere in sicurezza l’area.

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Fonte Dario Violi on Facebook

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