E mentre loro litigano, noi proponiamo….

Tempo di lettura: 4 minuti

Se proprio vogliamo discutere di Unione dei Comuni della Valletta, sarebbe importante convergere, invece che litigare per il predominio di posizioni personali, su progetti concreti.

Per questo invitiamo ad “andare oltre”, a concentrarsi sulle progettualità e a lavorare per il bene comune.

Inviamo quindi la nostra proposta all’Unione dei Comuni della Valletta in relazione a progetti di efficientamento energetico.

Bando alle ciancie: LAVORIAMO!

Quando si parla di efficientamento energetico si fa riferimento agli interventi, realizzati su edifici pubblici e privati, complessi aziendali e commerciali per migliorarne l’efficienza energetica, ossia per ottimizzare il rapporto tra immissione di energia e rendimento in termini di produzione o di consumi.

Il nostro invito ai consiglieri di La Valletta Brianza e di Santa Maria Hoe:

Il Consiglio Comunale,
premesso che:
i cambiamenti climatici e il degrado ambientale rappresentano una minaccia
enorme per l’Europa e per il mondo;
in linea con gli obiettivi di politica energetica nazionale ed europea, al fine di
finanziare la realizzazione di progetti di miglioramento dell’efficienza energetica
sul patrimonio edilizio pubblico e progetti di sviluppo territoriale sostenibile,
nonché di ridurre il consumo finale lordo di energia, l’articolo 30 del decreto-legge
30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019,
n. 58, ha assegnato contributi in favore dei Comuni, nel limite massimo di 500
milioni di euro per l’anno 2019, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione
per la realizzazione di opere pubbliche in materia di:
a) efficientamento energetico, ivi compresi interventi volti all’efficientamento
dell’illuminazione pubblica, al risparmio energetico degli edifici di proprietà
pubblica e di edilizia residenziale pubblica, nonché all’installazione di impianti per
la produzione di energia da fonti rinnovabili;
b) sviluppo territoriale sostenibile, ivi compresi interventi in materia di mobilità
sostenibile, nonché interventi per l’adeguamento e la messa in sicurezza di
scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere
architettoniche;
i contributi per i succitati investimenti destinati a opere pubbliche sono attribuiti a
ciascun Comune sulla base della popolazione residente alla data del 1° gennaio
2018, secondo i dati pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT);
con il decreto direttoriale 10 luglio 2019, sono state disciplinate le modalità di
attuazione della misura a sostegno delle opere di efficientamento energetico e
sviluppo territoriale sostenibile realizzate dai Comuni secondo quanto previsto
dall’articolo 30, del decreto-legge n. 34 del 2019;
il contributo è erogato in 2 quote: una prima tranche, pari al 50%, dopo la verifica
del rispetto del termine previsto per l’inizio dei lavori, e un saldo, a seguito del
collaudo e in ordine alla regolare esecuzione dei lavori.
l’articolo 1, comma 29, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, ha reso la misura
strutturale e ha stabilito, che siano assegnati ai comuni, 500 milioni di euro annui,
per ciascuno degli anni dal 2020 al 2024;
con il decreto 11 novembre 2020, il Ministero dell’Interno ha sbloccato altri
497.220.000 euro, in aggiunta ai fondi già stanziati per ciascuno degli anni dal
2020 al 2024;
a supporto dei Comuni più piccoli, con un numero di abitanti inferiore a 1.000, e
con l’obiettivo di potenziare gli investimenti per la messa in sicurezza di scuole,
strade, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere 3
architettoniche, nonché per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo
territoriale sostenibile, il Ministero dell’Interno ha recentemente pubblicato il
Decreto del 29 gennaio 2021, con il quale sono stati stanziati, per l’anno
2021, 160.000.000 euro;
al fine di garantire il raggiungimento degli obiettivi del Clean energy package per
il 2030, gli Stati membri devono notificare alla Commissione europea, entro il 31
dicembre 2019 e successivamente ogni dieci anni, un Piano nazionale integrato
per l’energia e il clima. Il Piano deve comprendere una serie di contenuti, tra essi
la descrizione degli obiettivi, traguardi e contributi nazionali relativi alle cinque
dimensioni dell’Unione dell’energia;
nel Piano Nazionale Integrato Energia Clima (PNIEC) per gli anni 2021-2030
vengono fissati i target al 2030 in materia di efficienza energetica, fonti rinnovabili,
e riduzione delle emissioni inquinanti ed individuati gli obiettivi da raggiungere
per il 2030: la copertura del 30% dei consumi energetici finali lordi da energia da
fonti rinnovabili, incluso il raggiungimento di una quota di energia da fonti
rinnovabili nei consumi elettrici pari al 55% del totale; un target di efficienza
energetica che prevede una riduzione dei consumi del 43% dell’energia primaria;
la riduzione del 33% delle emissioni di gas a effetto serra in settori non inclusi
nell’ETS (sistema per lo scambio delle quote di emissione) dell’Unione europea,
mentre permane l’obiettivo di riduzione del 43% per i settori inclusi nell’ETS;
il dibattito sulle modalità per ridurre gli impatti e affrontare i rischi del
cambiamento climatico ha determinato la forte presa di posizione delle Istituzioni
dell’Unione. La Commissione europea ha proposto un innalzamento dell’obiettivo
di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra al 55% al 2030, mentre il
Parlamento Europeo ha rilanciato con un traguardo ancora più ambizioso, pari a
una riduzione del 60%. I nuovi target, molto più sfidanti rispetto a quelli già
individuati, richiedono un maggior impegno dell’Italia;
i nuovi target definiti a livello europeo impongono, pertanto, anche al nostro
Paese di rivedere al rialzo i già ambiziosi obiettivi in materia di promozione delle
rinnovabili e dell’efficienza energetica anche al fine di riorientare più
efficacemente tutte le politiche energetico-climatiche verso l’obiettivo della
completa decarbonizzazione entro il 2050;
tenuto conto inoltre che:
si tratta di risorse cruciali per le amministrazioni locali, che possono così
accedere direttamente a nuove risorse da utilizzare, in tempi rapidi, per azioni
territoriali tese alla riduzione dei consumi energetici e dell’emissioni di CO2 in
atmosfera, la promozione dell’efficienza energetica, l’adeguamento e la messa in
sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento
delle barriere architettoniche;
i Comuni rappresentano il primo presidio dello Stato sul territorio, sono enti
fondamentali in virtù delle loro caratteristiche di prossimità e partecipazione che 4
possono garantire ai cittadini, e si collocano in una posizione ideale per mitigare
gli effetti conseguenti al cambiamento climatico, in quanto migliori interpreti delle
aspettative dei singoli individui;
tutto ciò premesso e considerato,

impegna il Sindaco e la Giunta Comunale:

a presentare celermente, presso codesto Consiglio comunale, uno specifico
progetto che, stante obiettivi e requisiti citati in premessa, ove approvato,
costituisca la base progettuale ai fini di una istanza al Ministero di competenza
per l’accesso alle risorse stanziate per progetti di efficientamento energetico e di
sviluppo territoriale sostenibile.

Mozione Efficientamento Energetico

 

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