La mia Genesi contro La Zombiletta Brianza

Tempo di lettura: 3 minuti

Qualcuno mi chiede perché ho deciso, così di colpo, dopo anni di letargo, di ritornare in gioco con la politica.

Qualche amico spiritoso dice che il reale motivo è che non ho niente di meglio da fare.

Quelli maliziosi, invece, dicono che voglio iniziare a farmi una carriera.

Quelli più stupidi ritengono che io miri al potere o al vitalizio (tra l’altro brillantemente abrogato dal Movimento 5 Stelle).

Qualche collega ha fatto risalire il tutto alla mia ferma volontà di fare una battaglia contro le fantomatiche Cooperative Sociali ed allo stato di sfruttamento sistematico che impongono ai loro lavoratori. E questo in parte è vero, ma mi sarei potuto limitare a testarde sollecitazioni nei confronti dei Portavoce del Movimento.

Qualunque sia il loro pensiero li ringrazio, perché comunque si rivolge ad una (secondo me rara) possibilità di riuscire a fare qualcosa. Anche se ci metterò l’impegno necessario.

La verità è più semplice, forse anche più rozza.

Una mattina dell’inverno scorso, fai conto fine novembre, mi sveglio insieme a mio figlio che deve essere accompagnato alla fermata del pullman per andare a scuola a Merate.

Tempo da lupi, vento gelido, pioggia mista a nevischio. Freddo, tanto freddo.

Lo porto all’incrocio della statale con via Lombardia là dove è posta la fermata.

Una trentina di ragazzini stipati in un lembo di marciapiede, senza un riparo, in balia delle intemperanze meteorologiche.

Devo ammettere che mi sono molto preoccupato sia per la salute che per l’incolumità di quei ragazzi.

Allora mi sono rivolto all’unico Consigliere Comunale che conosco. Gli ho chiesto di fare qualcosa, di interessarsi del problema.

Qualche settimana dopo la risposta è stata che “ci vogliono ben 3000 euro per mettere una pensilina“!

“Ben” 3000 euro? Che risposta è? Ovvero, che cosa sono 3000 euro per mettere in una condizione più agevole quei ragazzi? E che cosa sono 3000 euro per creare delle condizioni per cui se un camion sbanda non li falci tutti in un colpo?

Perché la logica sembra essere quella di non dover spendere soldi per dei ragazzi che stazionano lì, si e no, per un massimo di 15, 20 minuti. Sono giovani, possono resistere alle intemperie in quell’arco di tempo!

Allora ho cominciato a guardare il mio “paesello” con occhi un po’ diversi.

Ed ho scoperto, guardandomi in giro, che praticamente non c’è nessuno stimolo, nessun incentivo alla socializzazione, che la popolazione è formata da tribù autoctone che hanno la pretesa di comandare sull’intero villaggio in virtù di antichi e fantomatici privilegi.

Ho scoperto che il mio paesello, La Valletta Brianza,ha ancora una mentalità feudale, poco propensa alla modernizzazione, all’evoluzione, dove il massimo della libidine è il concerto per violoncello, la lettura di poesie, o, ma solo grazie a pregevoli volontari della Pro Loco e per una sera all’anno, la notte gialla!

Il mio paesello ha ancora il “prete” psichiatrico che pensa di poter pontificare su tutto e su tutti, le cordate famigliari che decidono il flusso dei voti, i “notabili” che spadroneggiano bramosi di riverenza, le lobby sportive che si accaparrano tutti gli investimenti del settore. Qui manca solo lo ius primae noctis e poi siamo a posto….. Altro che Corleone!

I giovani, qui, non esistono! Un misero parchetto viene chiuso subito dopo il pollaio…In estate nulla viene organizzato per loro e per i residenti. D’inverno meglio se ti fai la TV a pagamento perché se vai in giro c’è una tristezza unica.

Insomma, ZOMBILANDIA!

Certo non auspico rave party, concerti dei Pink Floyd o discoteca diffusa, ma perdinci…….un po’ di vita che non sia relegata a quei 2 coraggiosi bar che ancora resistono fino a tarda ora!

Quindi è a seguito di questa improvvisa rivalutazione del mio paesello che ho deciso di iniziare ad impegnarmi a fare delle proposte con la speranza che anche i miei compaesani prendano coraggio e si svincolino dalla morsa soffocante dell’immobilismo. L’esperienza di aver vissuto e lavorato in molte altre città e Comuni mi ha insegnato che si possono fare miglioramenti per la qualità di vita di tutti e, nel contempo, di prevenire i pericoli della noia, del disagio, dell’insoddisfazione. Non sono un residente buono solo per pagare tasse! A La Valletta Brianza ci vivo, cresco i miei figli, probabilmente mi guadagnerò un tomba al cimitero, quindi farò tutto il possibile per organizzarci insieme ai cittadini verso prospettive migliori di quelle attuali!

E mi rivolgo a quei genitori che hanno figli adolescenti, in particolare figlie, che non praticano il calcio ma che vorrebbero trovare maggiori spazi sociali, culturali e sportivi.

Facciamo qualcosa per loro, oltre che per noi!

Io parto da qui, da queste riflessioni: la mia genesi!

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