Le multinazionali devono pagare le tasse

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L’Europa può e deve fare di più per contrastare gli Stati membri che si comportano come paradisi fiscali e che danno la possibilità alle multinazionali di eludere le tasse sui profitti.

A causa del mancato coordinamento fiscale tra Paesi membri, si perdono fino a 165 miliardi di euro di gettito: 50 miliardi a causa delle frodi transfrontaliere sull’Iva, 46 per l’evasione fiscale internazionale da parte di singoli contribuenti e tra i 35 e i 70 per l’elusione delle imposte sui profitti societari.

Lo scorso giugno, i ministri delle Finanze del G7 hanno raggiunto un accordo su una tassazione minima a livello globale per i profitti delle grandi multinazionali: i big del settore tecnologico dovranno pagare le tasse in ognuno dei paesi in cui operano e non solo dove hanno la loro sede.

L’aliquota minima è stata fissata al 15%. Noi del MoVimento 5 Stelle avremmo sperato in maggior coraggio e in un’aliquota più alta, ma questa proposta trova finalmente una quadra a un tema che ormai si trascina da lunghissimi anni.

Le multinazionali parcheggiano il 40% dei loro profitti nei paradisi fiscali per evitare di pagare le tasse alla pari di tutte le altre piccole e medie aziende.

Adesso, obiettivo della Commissione europea dovrà essere tappare i buchi dei 27 singoli sistemi fiscali, che oggi permettono alle aziende che operano in Unione Europea di evadere ed eludere il fisco. Eliminiamo una volta per tutte i paradisi fiscali.

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Fonte MoVimento 5 Stelle Europa on Facebook

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