“LICENZIAMENTI, BENE COSÌ“ di Dario Violi Questo accade quando si guarda esclusivamente al consenso elettorale per assicurare…

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“LICENZIAMENTI, BENE COSÌ“

di Dario Violi

Questo accade quando si guarda esclusivamente al consenso elettorale per assicurare il proprio grasso sedere sulle poltrone che contano.

“Questo è uno di quei temi politici pericolosi perché come ti muovi rischi di perdere voti: tra i lavoratori o tra gli imprenditori. Perciò ci vuole prudenza e la mediazione di Draghi ci va bene”. Così uno dei vertici del Carroccio.

È per salvare capra e cavoli i leghisti hanno ben pensato di iniziare il solito balletto schizofrenico.
È andata così:

Il Governo pone la fine del blocco dei licenziamenti generalizzato il 30 giugno.
Il MoVimento 5 stelle si oppone lavorando al fianco del Governo e presentando degli emendamenti al Decreto Sostegni Bis per salvaguardare i settori maggiormente a rischio (ad es. Tessile).
Contro la linea Draghi insorgono i lavoratori ed i Sindacati.
A questo punto Salvini rivede le sue posizioni e millanta di essere al fianco dei lavoratori “Ne parlerò con Letta, si può rivedere la norma” (Corriere della sera 31 maggio).
C’è apertura del Ministro Del Lavoro Orlando e persino del Ministro Leghista Giorgetti che apre a una modifica della misura “settore per settore”, soprattutto per quelli, a partire dal tessile, che “avranno un’uscita più lenta dalla crisi”.
Arrivano le polemiche agitate da Confindustria (col sostegno di parte della Lega).
Salvini, preoccupato più del sorpasso nei sondaggi della Meloni che del futuro dei lavoratori italiani, si affretta ad inglobare quel che rimane di Forza Italia.
Chiede di essere ascoltato da Draghi e annuncia che parlerà con lui della Federazione di centrodestra con FI.
A Palazzo Chigi reagiscono con irritazione: Draghi non vuol essere trascinato nelle dinamiche politiche del centrodestra. Infatti, alla fine non ne parlano.
Salvini esce dall’incontro allineandosi completamente alla linea Draghi.

“Sui licenziamenti siamo in piena sintonia”.

Uscendo da Palazzo Chigi il coso verde ci tiene a fare la parte di quello che il governo Draghi lo appoggia senza se e senza ma, sconfessando pure Giorgetti che ormai conta come il due di spade con briscola di denari.

Cosa accadrà di qui a poche ore?
Cosa accadrà fino all’ennesimo voltafaccia di Salvini?
Quello di cui sono sicuro è che a muovere i fili del Carroccio è soltanto il mero consenso elettorale e così non si fa il bene né dei lavoratori, né degli imprenditori.

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Fonte MoVimento 5 Stelle Lombardia on Facebook

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