Sul professionismo femminile nello sport si passa dalle parole ai fatti

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Se c’è un settore in cui la disparità di genere è tenacemente e odiosamente presente è quello dello sport. Sul professionismo alle atlete finalmente passiamo dalle parole ai fatti.
In Commissione Bilancio al Senato abbiamo approvato un emendamento alla manovra che equipara le donne ai colleghi maschi, estendendo le tutele previste dalla legge sulle prestazioni di lavoro sportivo, e per agevolare società e federazioni al passaggio al professionismo delle donne sportive. Nello specifico abbiamo introdotto un incentivo per le società che stipulano con le atlete contratti di lavoro sportivo, vale a dire l’esonero del versamento del 100 per cento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Si tratta di una misura molto importante se si pensa che agli ultimi mondiali di calcio femminile la nazionale italiana si è qualificata tra le prime otto, ma era l’unica in cui le atlete non erano professioniste. Ma quello del calcio è solo un esempio: in quasi tutti gli sport le atlete non hanno sin qui potuto essere professioniste, rimanendo senza tutele da contratti o ricevere contributi a fini di malattia, infortuni, pensione.

Abbiamo avviato un percorso per superare tutto questo, e proseguiremo su questa strada, per consentire alle atlete italiane di coltivare il proprio talento sportivo in condizione di sempre maggiore parità con i colleghi maschi.

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