Didattica a Distanza: ma non si potrebbe…….?

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E’ faticoso vedere i propri figli relegati in casa. Ormai la loro sofferenza appare più che evidente.

E’ pur vero che stiamo vivendo un periodo veramente anomalo, atipico, al di fuori di ogni qualsiasi nostra comprensione. Ma è altrettanto vero che il prezzo di tutto questo lo stanno pagando maggiormente i giovani ed in particolare gli studenti.

I motivi li conosciamo tutti ed in particolare tutta la discussione legata alla scuola e alla didattica a distanza. Il dibattito è ancora molto acceso e le idee non sono molte chiare. Cosa va salvaguardato per primo?

La didattica? Il benessere psicologico dei ragazzi? La prevenzione e la tutela della salute?

Non entro nel merito perché l’argomento, in questa sede è molto ampio e presenta possibilità di visione differente.

Premetto che da appassionato di informatica non sono del tutto avverso alla DAD. Ma confesso che così come viene strutturata ed utilizzata la ritengo abbastanza inutile ed improduttiva. Ma è un aspetto tecnico che mi riservo di affrontare in un altro momento.

Quello che mi strugge è il fatto che non si riescano a trovare soluzioni differenti. Ed allora ogni tanto mi viene da pensare a qualche (forse) cavolata nella speranza di poter dare uno spunto, un’idea da ampliare e/o da praticare.

Io abito in un piccolo paese, ma questo mio pensiero potrebbe essere applicato al quartiere di una grande o media città.

Anche prima dell’insorgere del virus molti edifici e negozi sono stati abbandonati e chiusi. Sono lì inutilizzati.

Ora mi chiedo forse con estrema ingenuità: ma non sarebbe possibile utilizzarli per suddividere le classi elementari e medie (o per gli studenti della stessa classe di un Istituto Superiore) in gruppetti da 4 o 5 studenti e “spalmarli” all’interno di questi edifici o negozi ormai in disuso?

Non sarebbe possibile fare in modo che ogni gruppetto abbia in dotazione, oltre al proprio PC, anche uno schermo da oltre 55 pollici ( se non addirittura la lavagna interattiva multimediale, detta anche L.I.M) da dove vedere, un po’ come al cinema, la lezione in corso?

Non sarebbe possibile attivare una rete di volontari che accudisca i ragazzi durante queste lezioni? Non ci sarebbe bisogno di avere un insegnate per ogni gruppo, se non si riesce a trovare personale a sufficienza.

Magari anche predisponendo una turnazione di 2 o 3 volte alla settimana?

Perché il timore è che questa pandemia non riesca a finire in tempi brevi e non credo si possa sacrificare il benessere psichico dei nostri ragazzi ancora a lungo.

Forse in questo modo avrebbero la possibilità di uscire di casa, avere un minimo di contatto sociale con i compagni, almeno quel tanto che basta per non farli restare inchiodati quasi tutto il giorno davanti al PC in totale solitudine.

Non lo so, la butto lì.

Comunque è più che chiaro che si debbano trovare nuove soluzioni e non adagiarsi al fatto compiuto.

E’ possibile discuterne?

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